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29.9.08

Per la serie “misteri della rete”…Perché se provo a cercare su emule ‘City of Bones’, che è un libro per adolescenti, mi ritrovo una quindicina di free porn illimited?

Vabbè, vi lascio alle vostre riflessioni e passo al vero tema del post. Vacanze, yay!! Non ‘embedderò’ foto per mancanza di…hem…pazienza. Però c’è tutto il malloppo linkato in fondo.
Disgraziatamente mancano i taccuini della prima settimana di viaggio, e ancora più disgraziatamente la mia memoria da novantenne non aiuta la causa, quindi ho paura che questo sarà un resoconto un po’ confuso, pazienza…
Ebbene si, questo è stato l’anno della Bretagna. Non la Gran, quella normale. Che sta in Francia. Preciso perché ultimamente ho avuto più di una conversazione di questo tipo:

Interlocutore random (per gli amici IR): allora, che hai fatto in estate?
Me: sono stata un paio di settimane in Bretagna, poi un altro paio…
IR: ah bellissima la Bretagna!
Me: si, meravigliosa, ci sono mol…
IR: sempre rigorosamente in treno?
Me: hem, si ^^’
IR: ma non hai paura di passare sotto la Manica?
Me: *sopracciglio destro in ascesa libera*


Comunque sia, si, sempre rigorosamente in treno, sola soletta fino a Paris, perché i miei compagni di viaggio sono partiti tutti da altre destinazioni. Avrei viaggiato da sola lo stesso, quindi. Però sono stata fortunata. In treno ho conosciuto una ragazza romana appassionata di romanticismo inglese (che mi ha iniziato alla lettura di Wordsworth, di cui non mi sono affatto pentita), nemica acerrima degli aerei come me, e infatti se ne stava andando in Inghilterra, lei si, attraverso la Manica! Magari l’anno prossimo ce ne andiamo in Scandinavia insieme via terra ^^
Comunque sono stata la prima ad arrivare a Parigi, lì ho aspettato per qualche tediosa ora alla Gare De Lyon l’arrivo di Chiara, Cri e Antonio, ruminando barrette ai cerali e frutti di bosco ridotte in polvere. Alla fine, nel primo pomeriggio, a bordo della nostra (almeno per una settimana) fiammante Citroen color ametista (?), e armati dell’insostituibile Tomtom di Cri, ci siamo mossi in direzione della prima tappa, cioè Chartres. Il paesino è carino, ma la cattedrale è superlativa, il trionfo del gotico fiorito. Le guglie che svettano si vedono anche a distanza, sono veramente uno spettacolo. Nonostante ciò, quella di Rouen (seconda tappa) mi è piaciuta ancora di più, se possibile è ancora più…goticheggiante di quella di Chartres. Proprio a Rouen passiamo la prima notte, in un alberghetto di periferia, primo di una lunga serie. Anche il paesino non è male, con l’unico difetto di essere un mortorio ^^’ Facciamo puccipù alla cattedrale (con tanto di tomba di Riccardo Cuorleone *.*), al corso principale, alla piazza dove è stata giustiziata Giovanna d’Arco (con monumento commemorativo moderno non troppo entusiasmante), al take away cino/nipponico (perché si sa che in Francia non cucinano bene :P) e ci mettiamo in marcia, via Caen, per raggiungere il prossimo giaciglio. A Dinard becchiamo un albergo piuttosto figo, ma il posto in sé è abbastanza anonimo. Oltretutto al confronto Rouen pare animata come Ibiza. Ad ogni modo è una base buona per raggiungere Mont Sain Michel. Che dire della famosa isola/non isola? Il posto è favoloso, ma ci sono frotte di turisti che letteralmente impediscono il cammino. Per fortuna riusciamo a sgattaiolare in un passaggio secondario e visitiamo la cittadella medievale lungo le mura. La parte più bella della gita però, è stata la passeggiata sulla sabbia. Di giorno c’è bassa marea, quindi praticamente si può camminare sul fondo del mare per chilometri. E’ segnalato il pericolo di sabbie mobili, ma chissene! Basta avere a portata di mano un pitone di due metri per aiutare i malcapitati amici a riemergere, no? ^^ Verso le otto di sera tutti i turisti di cui sopra, si ammassano sui punti panoramici per vedere la marea risalire. Qui scopri che avresti fatto bene a cedere al tuo istinto mattutino, falciarne via qualche centinaio col machete, ma sarà per la prossima. C’è da dire che la marea sale molto lentamente, quindi, almeno nelle prime fasi, non si nota molto. Ma per alleviare la noia per fortuna c’è don Fabrizo che mi chiama in diretta dal Cile per fare inciuci XDD. La tappa di Dinard ci consente anche una puntatina a S.Malo, by night. Qui stranamente c’è vita e riusciamo anche a farci una birretta in un pub con relativo aggancio ad un tale italiano con amico francese. Fotografo, che fotografava l’amico. Il quale ha lasciato l’Italia per Parigi dopo aver conosciuto lui. Non sto assolutamente facendo ipotesi ^^
Ripartiamo alla fine, in direzione Ploumanach, e qui sento enormemente la mancanza del taccuino, perché ho ricordi che si accavallano di una sosta in un boschetto con attacco da parte di una civetta ai danni della povera Chiara ^^’, scogliere di granito rosa che non siamo riusciti a vedere, in quanto le uniche indicazioni ci hanno portato verso una cava ^^’, passeggiata su una enorme e ventilata spiaggia, sosta lungo la strada con chiacchierata con turisti napoletani che ci hanno offerto il primo e unico caffè vero della vacanza e ci hanno indicato un paesino troppo carino, dove poi abbiamo cenato. E dove Cri ed io siamo riuscite ad entrare in due nello stesso key-way XD. Anche questo bellissimo posto, sigh, senza nome! In più, lotta con le pistole ad acqua (courtesy of Chiara) che hanno fatto una vittima illustre…Un certo portatile ^^’ E per finire, festival celtico in quel di Lorient, carino in sé, ma decisamente poco celtico ^^’ Certo le bancarelle con i ninnoli a tema non sono mancate, ma atmosfera magica parecchio sotto lo zero! In compenso abbiamo fatto una buona azione che ha del miracoloso. La sottoscritta ha trovato una macchina fotografica su un’automobilina dell’autoscontro. Il miracolo è stato riconoscere la proprietaria dalle foto che c’erano dentro e rintracciarla in mezzo al caos della festa. Tengo a precisare che è stato merito dell’occhio di lince di Chiara ^^
Bene, rileggendo le ultime righe mi pare quasi di aver avuto una concussione in quei giorni ^^’ Una mazzata in testa sarebbe almeno un male passeggero, ma la triste realtà è che la mia memoria è ridicola, e la ricostruzione di questa prima settimana è resa possibile delle indicazioni più accurate di Cri ^^
Un posto indimenticabile invece, è Point du Ratz *______* Una grande scogliera a picco sul mare, con alcuni scogli distaccati dove si trovano i fari. Vento fortissimo, cielo di piombo, gabbiani nell’aria e mare infuriato…Questo posto sembra l’abbiano inventato per me! E’ stata una delle passeggiate più belle, anche se al ritorno ci siamo beccati la pioggia…Ma anche un tè caldo, con tanto di cori bretoni dal vivo e primo, autentico, giro di shopping. Eh si, perché noi turisti siamo ovunque, e naturalmente, molti turisti = molti negozi! Si perde un po’ il fascino dei luoghi così, ma sarei un’ipocrita se dicessi che non amo ficcarmi in ogni singola bancarella :P C’è da dire che tutta la movida non sta naturalmente sulla scogliera, e sono solo pochi i temerari come noi, che arrivano alla punta più estrema…Per trovarci altri due temerari che ci chiedono se abbiamo da accendere. Ma dove bisogna andare per non subire la puzza del fumo? Meno male che non abbiamo potuto aiutarli per mancanza di accendini.
Mentre la prima settimana volge al termine, inizia la caccia a dolmen, menhir e pietrame vario. I primi che (faticosamente) troviamo, non sono proprio impressionanti, più bassi di me, meritano comunque di essere battezzati con la danza del lemure eseguita da Chiara e dalla sottoscritta. Non so se in tanti secoli di esistenza hanno visto mai niente di più idiota, ma c’è una prima volta per tutto, anche se sei un macigno. Verso Carnac ci prendiamo la soddisfazione di abbracciarci un dolmen come si deve, bello, grande e disperatamente fallico ^^’ Le pietre di Carnac sono più piccole, però sono tante, allineate e mistiche. Proprio un bel posto, peccato che i recinti impediscano di passeggiarci in mezzo, ma visto che siamo in un’era in cui ogni imbecille si sente libero di autografare le pietre di Stonehenge, è meglio così.
Ad ogni modo, alla fine giunge il momento da me tanto atteso. Uno dei motivi principali per cui sono stata tanto entusiasta all’idea di andare in Bretagna. Parlo della foresta di Broceliande *.* Eh si, proprio lei, il cuore delle leggende bretoni, delle storie di re Artù e del graal. C’è la casa della Dama del Lago, che guarda caso è un lago ^^’ e la fonte dell’eterna giovinezza, che è un deludentissimo buco nel terreno con dentro un po’ di acqua putrida! Ma per rialzare clamorosamente la media, c’è la tomba di Merlino, tutta piena dei doni che la gente in visita lascia. Anche noi abbiamo lasciato un piccolo regalino, sperando che ci porti fortuna! Insomma, un posto veramente magico. Tra l’altro la passeggiata comincia nel microscopico paesino di Pampoint che è veramente un gioiellino *__* Non consiste in molto altro che un ufficetto informazioni, un paio di ristorantini e soprattutto una cappella del X secolo con mosaici di dubbia interpretazione, ma persino qui siamo riusciti a fare shopping! Perché pare che nella zona vivano ancora alcune persone che seguono la religione druidica e che lavorano oggettini in legno o pelle veramente carinissimi. In effetti abbiamo trovato un minuscolo negozietto con fuori una vecchietta con delle luuuuunghe trecce bianche, che lavorava appunto agli oggetti in questione. Comprare qualcosa è stato un obbligo morale ^^
Al fin giungemmo a Rennes, una città vera e propria, che non è brutta di per sé, ma dopo aver visto il meglio che c’è in Europa, che equivale a dire il meglio che c’è al mondo, non mi ha fatto una grande impressione. Però lì ci siamo fatti un’autentica abbuffata di formaggi, lì abbiamo fatto un cambio di compagni di viaggio (scambiamo una Chiara ed un Antonio con un Emiliano e un Michi), lì do la migliore prova della mia idiozia imbucando alcune cartoline nella cassetta della posta di un’università, invece che in una banale buca per lettere (però è stata anche colpa dei cattivi consigli >.<) e lì, soprattutto, abbiamo preso la maxisola della vacanza! Non so se la stella di patology ha mai brillato così fulgida su di noi…O forse non è questione di sfiga, ma di imbecillità. Quella dei francesi stavolta, che sa essere veramente sconfinata. Per farla breve, se hai una visa electron sei un pezzente e nessuno ti noleggia una macchina neppure a pregarlo in cosacco. Morale della favola, la seconda settimana ce la facciamo a mò di interrail. Si, ne abbiamo fatti a tonnellate di inter rail; si, ci siamo sempre stradivertiti; si, abbiamo visto lo stesso posti superlativi anche se la Bretagna non è molto adatta a questo tipo di viaggio; si, ho persino avuto l’intuizione di partire con un bagaglio leggero, nonostante non programmassi di doverlo portare a mano…Però lo stesso, che palle è___é A costo di sembrare razzista, al diavolo la Francia, i francesi, le carte di credito e i TGV che saranno belli, veloci e fighi, ma li paghi 60€ per un posto in piedi!
Ok, fine dello sfogo, torniamo a Rennes, ma solo per una giornata, il tempo di riorganizzarci e procurarci un tetto sulla testa per la prossima tappa, Quiberon! E’ una cittadina turistica, piena di villette, con una spiaggia immensa e bianchissima da un lato, ed una scogliera (dove un fortunello si è costruito un castelletto) con interi cespugli di cozze, dall’altro! Eh si, pare che le cozze siano la colonna portante dell’alimentazione bretone, anche la più fetente delle taverne le ha sicuramente nel menù.
Siamo nel golfo del Mobihan, si possono prendere i traghetti per visitare le isole che sono lì intorno, riusciamo a vederne due. La prima, che raggiungiamo da Quiberon, è la più grande e civilizzata Bell’Ile, che vediamo più o meno per miracolo, visto che ci siamo seduti comodamente a fare colazione mentre il traghetto stava per partire ^^’ Comunque è valsa la corsa e la figura di merda, perché l’isola è veramente bella. Ci sono dei porticcioli molto pittoreschi, pieni di barche a vela, un paio di paesini, una fabbrica di mou e biscotti di cui vanno particolarmente fieri, anche se a me non sono parsi assolutamente nulla di speciale, e una costa alta e frastagliata con tanto di mare perennemente in tempesta. Non disponendo di mezzi di locomozione ci siamo dovuti aggregare ad un tour organizzato, il ché ha voluto dire fare tutto in fretta per seguire i ritmi della comitiva e stare a sentire le interminabili spiegazioni della guida (che avrà avuto i polmoni di una balena), naturalmente rigorosamente in francese. Però è stata una bellissima gita lo stesso, quindi non ci lamentiamo ^^
Non so come mai la tappa di Quinberon non mi abbia fruttato una broncopolmonite, perché oltre a tutto il vento preso sulle isole, ci siamo anche beccati l’incasata d’acqua del secolo. Perché una sera, dopo una giornata sicuramente bella, ma lunga e faticosa, ha iniziato a piovere e non ha smesso più. Noi 4 poveri meschini siamo dovuti tornare in albergo lungo un percorso di una ventina di minuti su una strada senza neppure uno straccio di portico, al buio, col vento che ha reso inutili gli ombrelli, e la cartina stradale completamente spugnata! L’acqua è arrivata ovunque, e intendo veramente ovunque…Nonostante k-way e scarpe da trekking. A proposito, le mie sono tornate utilizzabili solo dopo tre giorni >.<
Ancora pioggia lungo la strada verso Vannes, ma per fortuna niente di drammatico. In più la città è veramente carinissima, infatti si merita un’altra danza del lemure! Anche qui c’è un porto pieno di barche a vela, e il centro storico con le case a graticcio che di sera è veramente uno spettacolo! Peccato che il nostro albergo è in periferia…Nella periferia di culonia! Abbiamo calcolato male le distanze al momento della prenotazione e ci siamo ritrovati in una specie di motel, quasi sull’autostrada, così sgarrupato che ha meritato anche lui una danza del lemure by night. Vabbè…
Purtroppo vari bei posti nei dintorni sono visitabili solo by car, ce ne freghiamo e decidiamo di muoverci via mare, per vedere la nostra seconda isola, cioè la più piccina e desertica Ile d’Artz. Si può girarla facilmente a piedi, anche perché la ‘montagna’ più alta misura solo 12 metri ^^’ Al centro c’è un minuscolo borgo con casette circondate da ortensie tipo bomboniera, una chiesa e un paio di ristorantini. Anche qui la bassa marea lascia chilometri di spiaggia ricoperti da conchiglie, ostriche, granchi e così via. C’è tra di noi qualcuno che attinge a piene mani ? Però quello che per me rimarrà sempre indimenticabile, è il vento furioso che almeno su un versante dell’isola non si calma mai! Averlo a favore è anche comodo per camminare, ma prenderlo direttamente in faccia, dopo un tot di tempo, è veramente micidiale! Infatti sul traghetto del ritorno mi assopisco…Per poi essere svegliata abbastanza bruscamente da un…hem…ecatroplano! Dono 10€ a chiunque riesca a capire di che si tratta. Indizio: è un oggetto inanimato e forse inesistente, di sospette origini sovietiche ^^’
Purtroppo per Cri e me, la vacanza praticamente termina qui. I maschietti hanno ancora qualche giorno da passare a Brest, mentre noi ce ne andiamo in quel di Paris, pronte per il rientro. Per me è la quarta volta nella ville lumiere, ma come si fa a snobbare una città come quella? Di tempo non ce n’è molto, ma riusciamo lo stesso a vedere alcuni dei posti clou, la torre Eiffel, Montmartre, dove ceniamo con una crepe poco entusiasmante, e da dove raggiungiamo senza accorgercene Piagalle, che più che clou è squallida. Nel tentativo di tornare in albergo ci perdiamo anche, naturalmente sotto la pioggia…Per fortuna il giorno dopo c’è un bel sole, ma è giornata di partenza e non possiamo andarcene troppo in giro, riusciamo solo a farci una passeggiatina fino a Place de la Bastille, poi Cri deve partire, e alla fine ne rimane una sola >.<
E si finisce dove tutto è cominciato, alla Gare de Lyon, dove un addetto al punto informazioni ci dice che il deposito bagagli è fuori uso, quando non è vero! Per fortuna abbiamo un cervello pensante. Racconto questo episodio a testimonianza della stronzaggine di almeno una parte dei francesi. E anche dell’ imbecillità. Nessuno sarebbe così cretino da pensare che una stazione grande come quella non abbia un deposito!
Ad ogni modo, salutata Cri che parte qualche ora prima di me, me ne vado sola soletta a passare il pomeriggio a Notre Dame, sono letteralmente a pezzi, e non ho la forza, ma probabilmente non avrei avuto neppure il tempo, di affrontare la lunghissima fila per visitare la chiesa. Pazienza, me la contemplo dall’esterno, che è bellissima lo stesso, poi tanto c’è il sole e le campane che suonano. Tout est parfait, va bene così.

Tutto il malloppo delle foto si trova
QUI. Felicemente disordinato ^^

posted by <$Arikel$> 20:33
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